È con grande gioia ed emozione che condividiamo la notizia della scelta del dono quale traccia della prova di italiano della maturità in corso di svolgimento.
Il tema del dono poteva infatti essere scelto dai candidati quale argomento per la redazione di un "saggio breve" o di un "articolo di giornale". Da questo link è possibile scaricare le tracce complete.
La scelta del tema del dono per un evento così importante e significativo per centinaia di migliaia di studenti italiani non può che fare piacere al nostro gruppo di ricerca, che da anni è impegnato a diffondere e sviluppare gli studi sul dono, e la cultura del dono nel nostro paese.
La soddisfazione è certamente amplificata dal fatto che, tra i brani proposti quali spunti di riflessione, vi sono degli estratti da "Il dono al tempo di Interet", della nostra più preziosa autrice, Anna Cossetta (e Marco Aime), nonchè da un saggio del "nostro" Mark Anspach, ma anche da un contributo di Enzo Bianchi, di cui avevamo dato conto qui.
L'occasione è allora propizia per, ancora una volta, rilanciare il tema del dono, sottolinearne la sua importanza, non solo per gli studi accademici, ma per la società tutta, e per ringraziare quanti, a cominciare da Anna Cossetta, hanno contribuito, e vorranno continuare a contribuire, a promuovere la ricerca sul dono, anche a partire da questo blog.
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mercoledì 18 giugno 2014
venerdì 19 aprile 2013
Enzo Bianchi dal Salone nazionale del volontariato di Lucca
Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, torna a parlare di dono, stavolta al Festival del volontariato svoltosi a Lucca dall'11 al 14 aprile.
Nel suo intervento, Enzo Bianchi si chiede se siamo ancora consapevoli che il dono rappresenta un atto autentico di umanizzazione. Secondo il priore, anche in ambito cattolico saremmo di fronte ad una banalizzazione del dono, ridotto a una serie di atti che finiscono per non impegnare veramente niente e nessuno.
Il dono di cui oggi c'è bisogno, invece, sarebbe quello della "presenza", che pone l'individuo a servizio dell'altro, permettendo all'altro di farsi nostro prossimo.
Una sintesi dell'intervento di Enzo Bianchi, la si trova sul sito vita.it.
Nel suo intervento, Enzo Bianchi si chiede se siamo ancora consapevoli che il dono rappresenta un atto autentico di umanizzazione. Secondo il priore, anche in ambito cattolico saremmo di fronte ad una banalizzazione del dono, ridotto a una serie di atti che finiscono per non impegnare veramente niente e nessuno.
Il dono di cui oggi c'è bisogno, invece, sarebbe quello della "presenza", che pone l'individuo a servizio dell'altro, permettendo all'altro di farsi nostro prossimo.
Una sintesi dell'intervento di Enzo Bianchi, la si trova sul sito vita.it.
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domenica 16 settembre 2012
Dono senza reciprocità. Enzo Bianchi al Festival della Filosofia
Oggi 16 settmbre, nell'ambito del Festival della Filosofia in corso a Modena, Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose terrà una lezione sul tema del dono, e dei suoi rapporti con la reciprocità.
Tra le questioni più importanti relative al tema del dono, ed affrontate anche dal nostro gruppo di ricerca, vi è la presunte "purezza" del dono; in altri termini, come titola lo stralcio della lezioni di Enzo Bianchi pubblicato su La Stampa, "il vero dono non vuole la reciprocità"?
Crediamo piuttosto che il dono, intrinsecamente complesso ed ambivalente, debba essere incondizionato, e dunque non volere nulla in cambio; d'altro canto, un dono che non invita alla reciprocità, che non genera relazioni, è un dono "morto", un dono unilaterale e dal sapore individualistico.
Il dibattito resta comunque aperto...
Tra le questioni più importanti relative al tema del dono, ed affrontate anche dal nostro gruppo di ricerca, vi è la presunte "purezza" del dono; in altri termini, come titola lo stralcio della lezioni di Enzo Bianchi pubblicato su La Stampa, "il vero dono non vuole la reciprocità"?
Crediamo piuttosto che il dono, intrinsecamente complesso ed ambivalente, debba essere incondizionato, e dunque non volere nulla in cambio; d'altro canto, un dono che non invita alla reciprocità, che non genera relazioni, è un dono "morto", un dono unilaterale e dal sapore individualistico.
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